Adozioni a distanza

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Nome Ufficiale: Repubblica Federativa do Brasil
Popolazione: 161.087.000 (1996)
Capitale: Brasilia, 1.492.500 ab. (1994)

Altre città: São Paulo, 16.417.000 ab. (1995), Rio de Janeiro 5.473.000 ab. (1994), Belo Horizonte 3.000.000 ab. (1994)
Salute: speranza di vita 67 anni (1996). Mortalità infantile: 44 su 1.000 (1996). Sotto i 5 anni: 52 su 1.000 (1996). 847 persone per ogni medico
Religione: in maggioranza cattolica, spesso mescolata con culti di origine africana, in forme religiose sincretiste (macumba e umbanda)
Lingua: Portoghese, ufficiale e predominante. Si parlano varie lingue indigene

LA SITUAZIONE DEL BRASILE
Il Brasile è un immenso paese grande 9 volte l’Europa e 27 volte l’Italia, di cui colpiscono immediatamente le stridenti contraddizioni, prima fra le quali la pessima distribuzione delle ricchezze, per cui sono pochissimi coloro che hanno in mano il capitale della nazione. Soprattutto nelle grandi città emerge questa realtà quando vedi grattacieli e favelas coesistere insieme, gli uni accanto alle altre, a testimoniare quanto i ricchi siano ricchi e i poveri siano poveri. Cos’è un grattacielo si può immaginare anche se non si è mai visto da vicino, ma una favela no, perché la fantasia dell’uomo non arriva a tanto. Una favela è una città nella città, che può arrivare fino a 300.000 abitanti, ed è fatta di abitazioni rimediate, con tutti materiali di scarto, dai cartelloni pubblicitari a vecchie lamiere. Generalmente nella favela la corrente elettrica si prende con fili volanti, senza pagare nulla e senza nessuna protezione; non esistono norme igieniche né opere pubbliche, perché quando arrivano, gli abitanti sono costretti a retrocedere, non potendo pagare i servizi. Ancora oggi è molto pericoloso addentrarsi dentro una favela se non si è conosciuti, anche perché prolificano tanti mercati illeciti. Ogni favela a modo suo ha una struttura gerarchica, con uno capo che garantisce comunque un certo codice di comportamento. Ed è qui che si inserisce il fenomeno dei cosiddetti “meninos de rua”, bambini che vivono sulla strada, perché non hanno famiglia né qualcun’altro che si prenda cura di loro, riuscendo a sopravvivere grazie a piccoli furti, spaccio di droga e prostituzione. Questi bambini sono costretti a dormire di giorno, davanti a luoghi pubblici, per paura di subire violenze o essere uccisi, cosa che è molto più facile di notte e in luoghi appartati. In questa realtà è nata l’idea dei centri di accoglienza e delle adozioni a distanza, proprio per seguire bambini e ragazzi a rischio, tra coloro che vivono in situazioni familiari disgregate, economicamente povere e socialmente in serio pericolo di devianza. 

Il Progetto "Don Rodolfo Cherubini" in Brasile
I centri di accoglienza ai quali il progetto delle adozioni si appoggia sono 11, distribuiti in zone diverse del Brasile e gestiti da ordini religiosi sia maschili che femminili. Una vera e propria collaborazione tra Centri di Accoglienza e progetto Adozioni a Distanza, per cui l’aiuto economico dei padrini integra il lavoro dei responsabili dei Centri nel dare ai bambini quel calore umano che non trovano nella famiglia e quei valori educativi che non trovano nell’ambiente sociale in cui vivono. I Padri Vallombrosani e i volontari dei vari centri a volte mettono a repentaglio la loro stessa vita pur di andare a incontrare i bambini e le loro famiglie là dove vivono, nelle favelas. Recentemente è stato aperto a San Paolo un Asilo per 120 bambini poveri dedicato alla memoria del fondatore del progetto Adozioni a distanza "Don Rodolfo Cherubini".

La realtà del Nord-Est del Brasile
Il Brasile è una nazione con grandi potenzialità umane, economiche e sociali. La cattiva distribuzione del reddito, la disoccupazione, l'analfabetismo sono alcuni dei motivi dell'emarginazione di gran parte della popolazione, specialmente dei bambini. Il Nord ed il Nord-Est brasiliano concentrano una grave situazione di povertà. Le suore Francescane di San Giuseppe svolgono la loro missione in mezzo a questa realtà, rispondendo alle necessità di evangelizzazione e di promozione umana.
Gli Stati a nord-est (Maranhão, Piauì e Pará), dove le suore lavorano, sono classificati tra quelli a più bassa qualità di vita. Analfabetismo e povertà sono le caratteristiche più salienti. L'esodo rurale, l'attività economica basata sul lavoro nelle miniere (in fase di estinzione), tutto questo ha creato una disgregazione familiare molto grande. Le piccole città crescono come numero di persone, senza che vengano create infrastrutture per una vita degna. In questa realtà molti bambini si trovano fuori dalla Scuola perché non hanno condizioni economiche e familiari che permettono loro di studiare.
Belém (Pará) è una città con più di un milione di abitanti. È cresciuta molto negli ultimi anni. La regione metropolitana conta approssimativamente due milioni di abitanti. Le condizioni sociali sono allarmanti. La città è conosciuta internazionalmente come la città della prostituzione degli adolescenti. C'è una Fraternità di Suore che abitano e lavorano nella "Cremazione" - un quartiere costruito sopra un antico immondezzaio della città. Si tratta di una regione occupata dai poveri, arrivati dalla campagna, la maggioranza disoccupati. Le Suore dirigono una piccola scuola materna, nella quale assistono 75 bambini e inoltre cercano di togliere altri bambini più grandi dalla strada, cercando di iscriverli alla Scuola Statale, e comprando loro vestiti e materiale scolastico. Ci sono molti adolescenti e giovani coinvolti nella droga. La mancanza di lavoro, di abitazione degna e di prospettive di giorni migliori favoriscono ancora di più l'emarginazione. Le Suore sono una presenza molto significativa, ma poco si riesce a fare di fronte alla proporzione delle necessità. In questa realtà qualsiasi mano che si tende in solidarietà, sarà mano generatrice di vita. L'aiuto dei padrini servirà ad iscrivere i bambini alla scuola statale e a dare loro il necessario per vivere.


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© 2005-2006 Progetto "Don Rodolfo Cherubini" Adozioni a distanza - Associazione di Volontariato "Faggio Vallombrosano" O.n.l.u.s.